IL "SUCCORPO" O "CRIPTA"
CON IL VECCHIO "ALTARE DEL PRESEPE" ED "ANTICHE SEPOLTURE"
(di A. Rizzo)

 

Nel passato i sacerdoti chiamarono col nome di Succorpo la struttura sottostante l’attuale altare maggiore che in terminologia religiosa andava  indicata piuttosto col nome di  “Cripta” dal latino -> Crytta : luogo nascosto,  luogo coperto.
Oggi si può affermare che questo luogo costituisce elemento storico fondamentale ed importante per la cronologia della Chiesa.
Esso così come si presentò quando fu portato alla luce, durante i lavori di sistemazione del pavimento della Casa del Signore, poco significava. Al suo interno si intravedeva poco o niente di tanto importante dal punto di vista architettonico.
Gli anziani avevano più volte riferito della sua esistenza ma i giovani non avevano mai saputo bene individuarlo e raffigurarselo. Si sa che quando si vuol descrivere o concretizzare in un certo senso ciò che non è stato mai visto quasi mai ci si avvicina alla realtà.
Il “ritrovamento”, però, a chi aveva avuto e letto notizie al riguardo, procurò una gioia notevole e significativa perchè poteva finalmente osservare ed ammirare quanto aveva in precedenza recepito.
Non era più l’immaginazione a dover localizzare nel “Succorpo” ove  fosse sito “l’Altare del Presepe” e poi le tombe dei sacerdoti e le colonne.

Ora si poteva andare anche alla ricerca di quelle iscrizioni con caratteri gotici indicati dal già ricordato Pasquale Magnoni, che nei suoi scritti erano state poste a sostegno della vetustà del sacro luogo.
Si riporta integralmente quanto da questi scritto...
" In questo si leggono iscrizioni con caratteri Gotici, e le pitture, che vi sono, mostrano d'essere d'una rimota antichità.
Mi raccontano cittadini più attempati, che tutta la volta, e le mura tutte di esso Soccorpo erano così dipinte, e la dappocaggine dei passati Rettori permise, che si fossero imbiancate, come oggi si vedono. E vi ho io dippiù osservato, che scrostato un pezzo di intonico in un angolo di detta dipintura, si trova sotto un'altra incrostatura, che sembra assai più antica, per essere stata ella scalpellata, allorché vi fu quest'ultima sovrapposta.
Il P. D. Gio: Stefano Remondini nella sua istoria nolana al Tom. III cap. 19. parla di simili intonichi su le pareti, che sovrapposti ad altri copron quei di sotto; e ne adduce per cagione, che ciò addivenisse nell'ottavo secolo per timore degli Eretici, i quali seguendo il Concilio Costantinopolitano, fatto adunare dall'Imperatore Costantino Copronimo nell'anno 753, mal tolleravano il culto delle immagini ".

Negli anni ‘60 - ‘70 quando fu fatto eliminare il materiale qui accumulato poco si riuscì ad intravedere eccetto qualche frammento d’intonaco presente in qualche angolo e parte di colonna. Ma se il tutto avesse avuto la stessa fattura di quanto rinvenuto nella tomba centrale, quando da essa è stato asportato il materiale accumulatovi, allora davvero si sarebbe potuto affermare che il luogo doveva essere artisticamente suggestivo.
Oggi la Cripta – Succorpo che è testimonianza storico - religiosa del passato è stata recuperata col restauro, grazie alla benefica munificenza del nostro concittadino Enrico Cortazzo fu Giuseppe, e destinata all’interessantissima funzione di “Museo Parrocchiale” per raccogliere, conservare e trasmettere ai futuri concittadini i segni tangibili e concreti di ciò che è stato rinvenuto nella nostra ex cattedrale come fu battezzata nel passato dai Cilentani e dagli esperti.
Un grazie particolare, affettuoso e sentito va al nostro attuale parroco Don Ilario Dichiera che con zelo e passione, precisione ed ordine, ha curato la raccolta di quanto in esso esposto.

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