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Frammento di intonaco
In base a questo frammento d'intonaco dipinto che è stato
rinvenuto nella Cripta si è potuto desumere che la Chiesa esistesse da molto
prima del XV secolo.
Quei dipinti, nascosti da malta sovrapposta, e che si erano potuti ammirare
in passato scostando un pezzo del nuovo intonaco, hanno convinto a dover
ritenere che la nostra Cripta fosse prossima a quell'epoca in cui si emise
da Costantinopoli il decreto che vietava l'iconoclastia (il culto di
immagini sacre e il loro uso) e perciò e precisamente più vicina al 753
epoca di emissione di tale provvedimento.
La riflessione è dunque di fondamentale importanza ed è condivisibile.
In quel tempo, in vero, per paura che le immagini dipinte sulle pareti e
sulla volta del Succorpo potessero creare gravi ripercussioni e ritorsioni,
con grave danno anche per le persone stesse, per volere degli ecclesiastici
responsabili, furono fatte coprire, come anche altrove era avvenuto, con
della malta e con la speranza che un giorno potessero tornare alla funzione
originaria.
Purtroppo quegli intonaci e quei dipinti attesi da chi aveva letto le
notizie del Magnoni, non vennero alla luce perché cancellati dall'umidità ed
erosi dal materiale che qui era stato fatto accumulare una volta eretta
l'attuale Chiesa.
Negli anni '60 - '70 eliminando il materiale qui accumulato poco si riuscì
ad intravedere sui frammenti d'intonaco presenti in qualche angolo o parte
di colonna, ma se il tutto avesse avuto la stessa somiglianza e la stessa
fattura del frammento rinvenuto nella tomba centrale allora si sarebbe
potuto affermare che il luogo doveva essere molto suggestivo. |