RUTINO, PAESE DI SANTI, POETI,

UOMINI ILLUSTRI ED EROI
(di A. Rizzo)

La data di fondazione del paese non Ŕ nota. Il casale viene indicato per la prima volta col nome di Ruticinum (in locum Ruticini) in un documento del 954.
In questo si parla della "Translatio" dei resti del corpo dell'apostolo Matteo da Duoflumina (Casalvelino) a Caputaquis (Capaccio) e di qui a Salerno.
L'antico casale Ŕ arroccato sulla cresta della collina estendendosi da ovest, all'ombra dell'antichissimo castello di Rocca Cilento, ad est per ammirare il Sacro Monte di Novi Velia dalla cui cima domina la Madonna, una delle "Sette Sorelle" del Cilento.
La sua etimologia ha dato luogo a due interpretazioni ed entrambe attendibilissime:
I) Ruticinum -> Rotino -> Rutino  da: 
             a)  Ruta-ae, paese ricco di tale erba il cui unguento una volta ricavato  e posto  sulla parte
                  dolorante, dicevano i nonni, "ogni male stuta" (ogni male spegne)
             b)  Ruta, localitÓ  agreste  ove  si  trovavano vecchie abitazioni "dirute" e oggi inesistenti.
 

II) Rhodigino -> Rodigino -> Rodino -> Ruddina da rodon -> Rosa,  paese  delle  rose,  generatore
             di rose.

Allora Ŕ accettabile, stando all'etimologia, che l'origine del casale possa essere opera sia dei Greci che dei Romani. Quest'ultima pi¨ vicina alla veridicitÓ per il fatto che ancora oggi esistono alcune localitÓ agresti denominate Casa Titi, Atrinee, Taviana di chiara lingua latina.
Dalla parte pi¨ alta della borgata, localitÓ San Rocco, appendice della via San Cesario, si pu˛ ammirare la diga dell'Alento. Un tempo di questo fiume, detto anche Malla per il suo sorgere presso Magliano Vetere (Malleanum), si ammirava lo scorrere pigro delle sue acque ora convogliate nella diga di rilevante portata.
Stupenda Ŕ la posizione geografica di questo antico e storico paese dal quale si possono raggiungere facilmente i centri vicini ricchi di cultura, arte e storia: Rocca Cilento, Lustra con il convento di San Francesco, la Vatolla di Giambattista Vico, Torchiara e Copersito, Laureana con la sede della ComunitÓ Montana, Agropoli saracena ad appena 12 Km, Paestum e Velia e tanti paeselli sovrastanti le valli circostanti, quelle valli decantate dal nostro Enzio Cetrangolo in cui si raccolgono e disperdono i suoni dei bronzi degli antichi campanili.
Il territorio Ŕ circondato da naturale bellezza selvaggia, incomparabile ed ancora incontaminata. Se si ammira il sorgere del sole, con esso fa contrasto il lussureggiante e massiccio Gelbison, mentre a sinistra limita lo sguardo l'orizzonte dei monti Chianello, Vesole e Monteforte, a destra si erge, dolce nel pendio con alle falde Omignano, Sessa e San Mango, il Monte Stella con su la cappelletta dell'omonima Madonna e lÓ dove il sole poi raggiunge l'occaso, maestoso si erge il castello longobardo di Rocca Cilento che ci ricorda i Sanseverino e poi i Garofalo, questi ultimi tennero Rutino col titolo di Duca.
Rutino Ŕ "Terra di poeti, di personaggi illustri, di Santi e di eroi".

Enzio Cetrangolo
il poeta rutinese e cilentano, campano e italiano, ha avuto qui le sue radici. Numerose le sue opere letterarie e poetiche.

Pasquale Magnoni Ŕ il nostro storico illustre. Di questi si ricordano "Lettere al Barone Antonini", "Dissertazione sulle vere origini di Posidonia e Paestum" ed altro.

Giovanni Lombardi, il giurista cattedratico, l'antifascista, il membro dell'Assemblea Costituente.

Ferdinando Palladino, l'amico dei contadini a cui dedic˛ i suoi scritti, l'ideatore della funzionante "Cantina Sociale del Cilento".

Annibale Puca lo studioso di psichiatria ed autore di tantissime pubblicazioni.

Terra di Santi: qui avvenne il miracoloso evento del sorgere dell'acqua per dissetare quelli che trasportavano i resti del Santo Apostolo Matteo. Una targa marmorea apposta sul luogo dell'evento ne ricorda l'avvenimento.
San Michele Arcangelo protettore del paese viene festeggiato e ricordato con una Sacra Rappresentazione che si tiene la seconda domenica di Maggio, opera ispirata dal "Paradiso Perduto" di J. Milton. Tale dramma sacro fu riproposto anche nella Certosa di Padula alcuni anni or sono raccogliendo applausi e consensi. 
Sant'Alfonso, compatrono, la cui pesantissima statua lignea Ŕ un capolavoro d'arte. Gli antenati raccontavano, tra realtÓ e leggenda, che il Santo sia apparso sui tetti della Chiesa, facendo suonare le campane, e poi improvvisamente scomparso.
Eroi: Michele, Lucio, Nicola e Salvatore Magnoni. Michele fu uno dei Mille, Lucio "Alto Commissario politico e civile" per il distretto di Vallo della Lucania proclam˛ da Rutino "l'insurrezione armata" e con essi altri numerosi concittadini aderenti ai moti insurrezionali delle varie epoche.
Tra le cose che possono ammirarsi si ricorda la stupenda Chiesa Madre dalle linee rinascimentali con accanto il superbo e monumentale campanile per la cui costruzione fu necessario il trascorrere di pi¨ di un trentennio (1669 - 1699) e dal quale viene emesso con suoni melodici il moderno concerto campanario prodotto da sei bronzi alcuni offerti da benefattori locali, concerto voluto dal nostro solerte parroco Don Ilario Dichiera.
Palazzi antichi e monumenti sono segni tangibili della civiltÓ del passato e della profonda fede che anima i concittadini. Gli abitanti, detti Rutinesi, sono circa mille. Il paese Ŕ posto a 371 m. sul livello del mare e dista 60 Km. da Salerno, 28 da Vallo della Lucania, 12 dal mare di Agropoli, 25 da Velia (la storica Elea), 20 dal Monte Stella e 23 da Paestum con i suoi templi e lo stupendo museo.
 

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"RUTINO TRA STORIA E FOLKLORE DI ALFONSO RIZZO"

IL LIBRO E' A DISPOSIZIONE PRESSO L'ARCHIVIO PARROCCHIALE

 

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